Although for some it’s a hectic week of non stop running around, Milan Design Week is always one of the city’s most awaited events each year. Parties, exhibitions and presentations illustrate and underline new tendencies in design, products and emerging brands while at the same time influencing and interpreting the worlds of art, lifestyle and fashion.
This year, the emphasis of most young, creative brands has been on the reutilization of materials, unique hand-made production and polifunctionality.
Great attention was given to form, proportions, colours and materials, elements that I consider indispensable to allow a design able to speak for itself, communicating both its essence and the concept that generated it.
In this way I believe that a design can avoid falling back on shiny baubles but is able to live through the harmony of its form and express it’s strength without the frills.
Straw poufs, lamps made from basketball hoops, toys made from recycled wood, tables made from waste materials such as used pencils or old fruit cases are only a few examples of this no longer alternative wave of thought.
A material’s pattern, the way elements come together, how an object functions and the way people interact with it become the principal design elements.
Some bigger brands have also bought into this vision. Paola Navone’s incredibly beautiful chairs, “Eu/phoria” for Eumenes use waste materials produced from woodworking.
Patricia Urquiola designed some charming chairs, “Biknit”, for Moroso emphasizing the use of knitted fabrics, craftsmanship and purity of form.
Piero Lissone designed the “Pallet” series for Bonacina Pierantonio which took inspiration from the form and funtionaility of an everyday industrial object. The tactile beauty of the wooden staves becomes the red line that connects the entire collection: ecologically sustainable and organic.
So this year we saw great respect for the environment and design quality. Excesses in the new furnishing proposals were few and far between, instead we saw products that were purposely simple, ecological and practical, thought for a public that is surely very demanding but at the same time responsible, or at least would like their guests to think so.
Una settimana frenetica e mondana: anche nel caso in cui per qualcuno si tratti di una settimana di lavoro molto impegnativa questo è uno degli appuntamenti milanesi più attesi dell’anno. Party, esposizioni ed incontri raccontano non solo le nuove tendenze del design, i nuovi prodotti ed i brand emergenti, ma toccano ed interpretano anche arte, moda e lifestyle.
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Quest’anno il design giovane, emergente e creativo è stato all’insegna del riutilizzo dei materiali, della produzione hand made e della polifunzionalità degli oggetti.
Grande attenzione è stata dedicata a forma, proporzione, colore , materia, elementi a mio parere indispensabili ed imprescindibili per un buon progetto che parli della proprio essenza e del concetto che l’ha generato.
Io credo che da questo tipo di percorso, si genera un progetto che non ha bisogno di ricorrere ad accattivanti impreziosimenti, ma vive della sua armoniosa forma, esprimendo senza fronzoli tutta la sua forza.
Pouff in paglia, lampade ricavate da canestri da basket, giocattoli in legno riciclato, tavoli ricavati da materiali di scarto come vecchie matite o vecchie cassette della frutta sono solo alcuni esempi di questo spirito alternativo di pensare al design e all’oggetto d’arredo.
I dettagli progettuali protagonisti diventano le tramature dei materiali, il loro modo di comporsi, il metodo di funzionamento che possiedono e l’interazione che le persone hanno con essi.
Anche alcune grandi griffe del design si sono ispirate a questa visone.
Le meravigliose sedute “Eu/phoria” di Paola Navone per Eumenes utilizzano materiali di scarto prodotto dalla lavorazione del legno. Patricia Urquiola disegna per Moroso “Biknit”, sedute di grande fascino enfatizzando la lavorazione della maglia, lo spirito ed il sapore artigianale, la purezza delle forme. Piero Lissoni disegna per Bonacina Pierantonio la serie “Pallet”, che trae ispirazione dalla forma e funzionalità di un oggetto quotidiano di uso industriale. La bellezza materica della scocca a doghe di legno rimane il filo conduttore del progetto: naturalità ed ecosostenibilità.
Grande sensibilità quindi per ambiente e qualità formale. Pochi e rari gli eccessi per le nuove proposte d’arredo, ricercatamente semplici, ecologiche e pratiche, per un pubblico sicuramente molto esigente, ma altrettanto responsabile.